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Ernia cervicale

Ernia cervicale: di cosa si tratta?

L’ernia cervicale è un problema molto comune della colonna vertebrale, che consiste in uno schiacciamento dei nervi degli arti superiori o  del midollo spinale. Contrariamente a come molti pensano, questo problema non è necessariamente legato al fattore età. Infatti, la maggior parte dei pazienti che ne soffre ha meno di cinquant’anni.

Vi sono diversi tipi di ernia cervicale, ovvero:

  • Ernia cervicale dura: Si tratta di un’ernia caratterizzata dalla presenza di malformazioni ossee a forma di artiglio o becco a livello vertebrale.
  • Ernia cervicale molle: Si tratta di un’ernia che riguarda esclusivamente il nucleo polposo, spesso causata dall’usura del disco.
  • Spondilosi cervicale: Si tratta di un’ernia causata da un forte mutamento delle vertebre cervicali e dei dischi.

Ad ogni modo, al fine di diagnosticare l’effettiva presenza di un’ernia cervicale, è necessario sottoporsi ad un’accurata visita specialistica. In questo modo sarà possibile effettuare tutti gli esami necessari per accertare il caso, nonché studiare un’adeguata terapia.

A tal proposito, il primo esame al quale si verrà sottoposti sarà sicuramente la risonanza magnetica. Grazie a questo esame, infatti, sarà possibile ottenere una valutazione delle strutture nervose della zona cervicale, nonché una rilevazione dell’eventuale presenza di spondilosi cervicale e di protrusioni discali.

Inoltre, al fine di ottenere una visuale ottimale delle strutture ossee, si procederà sicuramente ad effettuare una tomografia computerizzata. In questo modo, sarà possibile evidenziare le dimensioni del canale vertebrale, così come quella degli osteofiti.

Sintomi

I sintomi più comuni attraverso i quali l’ernia cervicale si manifesta sono: dolore acuto e rigidità del collo, del braccio, dell’avambraccio e delle prime due dita della mano. Se poi la compressione sul midollo spinale è particolarmente significativa, si può arrivare anche ad una riduzione della sensibilità, nonché della mobilità, delle gambe.

In altri casi, invece, l’ernia può essere associata ad un’alterazione del processo spondilotico. Il canale neurale si riduce, provocando una fuoriuscita della radice nervosa. Di conseguenza, si presentano dei deficit muscolari e i riflessi osteo tendinei vengono alterati.

Ad ogni modo, ci sono particolari movimenti che vanno ad accentuare il dolore provato dal paziente, così come ce ne sono altri che riescono a portare un po’ di sollievo. Ad esempio, estendere o flettere la testa, o ancora premere sulla testa inclinata dal lato interessato dell’ernia, sono movimenti che vanno ad accentuare il dolore; invece, i movimenti di trazione della testa riescono a ridurlo. Per questo motivo, molte volte si consiglia un periodo di immobilizzazione cervicale con l’utilizzo del collare a trazioni.

Cause

Nella maggior parte dei casi, le cause che provocano l’ernia celebrale sono da ricercare in un decadimento della struttura scheletrica, in particolare del disco vertebrale.

In alcuni casi, l’ernia cervicale può essere legata a traumi come il cosiddetto colpo di frusta. Si tratta appunto di uno dei più comuni eventi traumatici della cervicale, che si manifesta con un movimento molto brusco della zona del rachide cervicale.

Il colpo di frusta si verifica più comunemente negli incidenti stradali, ma è frequente anche nei traumi sportivi. Le conseguenze che esso comporta non sono sempre immediate; infatti, alcuni sintomi si presentano fin da subito, mentre altri possono evidenziarsi solo a distanza di giorni, provocando forti dolori e alterazioni clinico-funzionali.

 Cure

Le terapie utilizzate per l’ernia cervicale hanno come obiettivo quello di tenere sotto controllo l’infiammazione e, di conseguenza, il dolore. A seconda dei casi, vi sono diversi tipi di approccio terapeutico per far fronte a questo problema:

  • Terapia farmacologica: Inizialmente, si tende ad optare per la scelta di farmaci antinfiammatori non steroidei. Per aumentarne l’efficacia, è possibile poi affiancare l’assunzione di questi ultimi a cortisonici ed antidolorifici. Se i medici lo ritengono opportuno, è possibile inoltre ricorrere all’uso di farmaci miorilassanti.
  • Terapia fisioterapica: A livello fisioterapico, è possibile ricorrere all’uso di un collare, di trazioni fisioterapiche o di laserterapia per alleviare i dolori dell’ernia cervicale. Se i sintomi sono acuti però, ricorrere all’approccio fisioterapico potrebbe provocare addirittura un peggioramento.
  • Intervento chirurgico: Se le precedenti terapie non sono efficaci, diventa necessario un intervento chirurgico. La percentuale di successo nel risolvere il quadro iniziale di cervicobrachialgia attraverso questo intervento è molto alta. Esso consiste nel rimuovere il disco, al fine di decomprimere le strutture nervose e dare alla colonna cervicale una certa stabilità. In particolare, il disco viene sostituito da una sorta di gabbietta, denominata appunto cage. Dopodiché, attraverso l’inserimento di frammenti di tessuto osseo dello stesso paziente, viene indotta la fusione delle vertebre adiacenti all’ernia.

Qualche consiglio

Quando si sospetta di soffrire di ernia cervicale, la prima cosa da fare è rivolgersi al medico senza perdere tempo. Aspettare non servirà certo a risolvere il problema!

Ad ogni modo, vi sono dei particolari comportamenti che, in presenza di un’ernia cervicale, sono particolarmente sconsigliati. Gli sport “fai da te”, ad esempio, se effettuati nel modo sbagliato possono rivelarsi molto pericolosi per il rachide cervicale. Allo stesso modo, anche sollevare carichi eccessivamente pesanti può peggiorare la situazione.

Inoltre, se si sta seguendo una terapia, non bisogna assolutamente sospenderla alla comparsa dei primi miglioramenti. La terapia va infatti seguita alla lettera e completamente, come disposto dal medico, al fine di non perdere tutti miglioramenti ottenuti.

Infine, se si è reduci dall’intervento chirurgico, il fumo è assolutamente sconsigliato. Fumare, infatti, potrebbe causare un aumento dei tempi di guarigione.

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